NASpI e dimissioni per violenza, minacce o stalking: quando lasciare il lavoro tutela la propria sicurezza

 


Dimettersi per proteggersi da violenze, minacce o condotte persecutorie non significa necessariamente perdere il diritto alla NASpI. L’INPS chiarisce che, in presenza di condizioni oggettive e documentate, queste dimissioni possono essere considerate una forma di disoccupazione involontaria.

Lasciare il proprio posto di lavoro non sempre è una scelta libera. In alcune situazioni, violenze, minacce, molestie o condotte persecutorie possono rendere concretamente impossibile continuare a svolgere la propria attività professionale in condizioni di sicurezza.

È proprio su questo aspetto che interviene un recente chiarimento dell’INPS, secondo cui il lavoratore o la lavoratrice costretto a dimettersi per tutelare la propria incolumità può, in presenza dei necessari presupposti, accedere alla NASpI, cioè all’indennità di disoccupazione.

Dimissioni che possono essere considerate involontarie

Secondo quanto chiarito dall'Istituto, le violenze e le condotte persecutorie possono determinare un’oggettiva impossibilità di proseguire il rapporto di lavoro.

In questi casi, la decisione di interrompere il rapporto non viene considerata semplicemente come una scelta personale del lavoratore, ma come un vero e proprio atto di autodifesa necessario per proteggere la propria sicurezza.

La situazione può quindi essere equiparata, ai fini della NASpI, alle dimissioni per giusta causa per fatto del terzo, consentendo al lavoratore di accedere alla tutela economica prevista per la disoccupazione involontaria.

Non è necessario che la violenza avvenga sul luogo di lavoro

Un elemento particolarmente importante riguarda l'origine delle condotte persecutorie.

Le situazioni che rendono impossibile proseguire l'attività lavorativa possono infatti essere determinate anche da soggetti estranei all'ambiente professionale.

Un esempio è rappresentato dalle molestie o dalle minacce subite durante il tragitto tra casa e lavoro, quando tali comportamenti compromettono concretamente la possibilità di raggiungere la sede lavorativa in condizioni di sicurezza.

L'obiettivo della tutela è quindi quello di proteggere la persona quando la prosecuzione dell'attività lavorativa diventa incompatibile con la sua sicurezza e con la propria incolumità.

Servono situazioni oggettive e documentate

Il riconoscimento della NASpI non avviene automaticamente in presenza di una qualsiasi situazione di disagio.

L'INPS precisa infatti che devono essere presenti situazioni oggettive e documentate, tali da dimostrare che le condotte subite abbiano compromesso la sicurezza quotidiana o l'equilibrio psicofisico della persona.

La documentazione e gli elementi disponibili possono quindi assumere un ruolo importante per dimostrare il collegamento tra le condotte vessatorie e la necessità di interrompere il rapporto di lavoro.

Una tutela importante anche per l'indipendenza economica

La possibilità di mantenere un sostegno economico dopo l'interruzione del rapporto di lavoro assume un significato particolarmente importante nelle situazioni di violenza e vulnerabilità.

L'INPS sottolinea infatti che sicurezza, protezione sociale e indipendenza economica rappresentano strumenti fondamentali per consentire alle persone di sottrarsi a contesti di rischio.

Avere la possibilità di lasciare un ambiente o una situazione che mette a repentaglio la propria sicurezza senza perdere automaticamente ogni forma di sostegno economico può rappresentare un elemento importante nel percorso verso l'autonomia.

La tutela riguarda donne e uomini

Sebbene il tema sia particolarmente rilevante nell'ambito del contrasto alla violenza sulle donne, la tutela richiamata dall'INPS riguarda lavoratrici e lavoratori che si trovino nelle condizioni previste.

L'Istituto ha inoltre coinvolto il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha confermato l'inquadramento delle dimissioni determinate da violenza di genere nell'ambito delle tutele previste per la disoccupazione involontaria, quando sussista un effettivo collegamento tra i comportamenti vessatori e la situazione che rende impossibile la prosecuzione del lavoro.

Perché è importante conoscere questo diritto

Conoscere le tutele disponibili significa poter compiere scelte consapevoli anche nei momenti più difficili.

Violenza, minacce, molestie e stalking non devono essere sottovalutati quando arrivano a compromettere la possibilità di lavorare e di vivere quotidianamente in sicurezza.

L'indipendenza economica può rappresentare una componente fondamentale della possibilità di uscire da una situazione di rischio. Per questo è importante sapere che, in presenza dei requisiti previsti, anche una dimissione determinata dalla necessità di proteggersi può essere riconosciuta nell'ambito della disoccupazione involontaria.

A TUTTO CUORE ETS: informare per prevenire e tutelare

Per A TUTTO CUORE ETS, diffondere informazioni sui diritti e sugli strumenti di tutela significa contribuire concretamente alla prevenzione e alla costruzione di una società più consapevole e attenta alle persone in condizioni di vulnerabilità.

Informarsi, chiedere aiuto e conoscere i propri diritti sono passi importanti per non affrontare da soli situazioni di violenza, minaccia o persecuzione.

Nota: le condizioni per l'accesso alla NASpI e la documentazione necessaria devono essere valutate sulla situazione concreta della persona. Per gli aspetti previdenziali e amministrativi è opportuno rivolgersi direttamente all'INPS o a un patronato.

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